‘Ndrangheta, l’amministrazione comunale non sia complice culturale

Lacchiarella, 12 maggio 2011

Comunicato stampa

Anche Lacchiarella tra le carte dell’inchiesta “Parco Sud”
“L’amministrazione comunale non sia complice culturale delle mafie”

Nonostante i ridicoli tentativi di negare o di minimizzare i termini della questione, anche in provincia di Milano la presenza della ‘ndrangheta è un fatto. Proprio in questi giorni a Milano è iniziato il processo scaturito dalla maxi-operazione “Infinito” dello scorso luglio, nel corso della quale sono stati arrestati oltre centosettanta uomini accusati di essere affiliati alla ‘ndrangheta.
“Ormai anche i più convinti negazionisti sono obbligati a confrontarsi con la realtà dei fatti – afferma Agostino Cullati, referente cittadino dell’Italia dei Valori Lacchiarella –. Non è più accettabile l’atteggiamento di quanti si ostinano a fare finta di niente o danno stupidamente la colpa al soggiorno obbligato e ai ‘terroni’, perché le più importanti inchieste degli ultimi anni che hanno interessato la provincia di Milano ci raccontano di una imprenditoria ‘lombardissima’ che scende a patti e stringe affari con la ‘ndrangheta, per paura o per mero interesse economico. La condanna in primo grado per associazione mafiosa nei confronti di Maurizio Luraghi, imprenditore dallo spiccato accento padano, ne è la conferma”.
Ma non è solo l’imprenditoria a mostrarsi spesso collusa con le mafie. Anche la politica non è immune da colpe. “Sbaglia chi pensa che solo una certa parte politica sia interessata dalla collusione con la criminalità organizzata di stampo mafioso – continua Agostino Cullati – e l’inchiesta ‘Parco Sud’, dove sono coinvolti esponenti politici sia di centro-destra sia di centro-sinistra, è la dimostrazione del fatto che la ‘ndrangheta non guarda al colore politico, ma solo a chi tra i politici è corruttibile oppure no.”
Buccinasco, Trezzano sul Naviglio, Cesano Boscone sono solo alcuni dei comuni interessati dalle inchieste: “Anche Lacchiarella compare nelle carte giudiziarie dell’inchiesta ‘Parco Sud’ in relazione, ad esempio, ad alcuni lavori di verifica sulle reti di fognatura del comune. Quanti cittadini di Lacchiarella lo sanno? Cosa aspetta l’amministrazione comunale ad affrontare la questione nello specifico, visto che finora non ci risulta che lo abbia fatto? – si chiede Agostino Cullati –. Ricordiamoci che chi sta in silenzio è complice culturale delle mafie, perché permette loro di prosperare a danno della collettività. Per questo non possiamo che vedere positivamente iniziative come quella che si terrà a Lacchiarella il prossimo 17 maggio, promossa da Legambiente, Libera e Arci. Occorre che i cittadini acquisiscano consapevolezza del problema, senza eccessivi allarmismi. Ma anche senza fare finta di vivere in una campana di vetro, immune alla ‘ndrangheta”.

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Settegiorni Sud Milano: Lacchiarella, denuncia di IdV, “La costa colata di cemento”

IdV Lacchiarella contro la colata di cemento “La costa”

COMUNICATO STAMPA

Italia dei Valori Lacchiarella prende posizione contro la cementificazione prevista dal programma integrato di intervento “La costa” deciso dall’amministrazione comunale. L’urbanizzazione prevede la realizzazione di 17 palazzine a ridosso del Parco Agricolo Sud Milano. Tra i comuni del milanese, Lacchiarella è uno di quelli che negli ultimi anni ha sottratto più terreno agricolo per nuove opere edificatorie e questo ultimo intervento sembra configurarsi come l’ennesima colata di cemento di cui non c’è reale bisogno. “Si tratta di una decisione irresponsabile che non tiene in considerazione le esigenze della comunità di Lacchiarella – afferma Agostino Cullati, referente cittadino dell’Italia dei Valori –. Sarebbe interessante sapere quanti cittadini considerino una scelta virtuosa quella di coprire di cemento ben 45 mila metri quadrati di terreno agricolo. E’ singolare che la maggioranza di Vivere Lacchiarella difenda l’urbanizzazione dicendo che servirà per migliorare la viabilità e la sicurezza, dato che non risultano problemi rilevanti né di viabilità né tantomeno di sicurezza in un’area rurale in cui si coltiva il mais”. L’intervento urbanistico sarà possibile solo grazie ad una variante al vecchio piano regolatore, mentre ancora non è stato presentato il nuovo piano di governo del territorio (PGT) che la cittadinanza attende da anni. La valutazione ambientale strategica (VAS) è stata esclusa e per realizzare le costruzioni si prevede di deviare due importanti corsi d’acqua: questi sono alcuni dei motivi che hanno di recente portato Legambiente, supportata dal comitato cittadino che si oppone alla colata di cemento, a presentare ricorso al TAR contro il piano “La costa”. “Al di là della vicenda giudiziaria – continua Agostino Cullati –, quello che ci interessa è sottolineare la mediocrità di una politica che non sa guardare oltre la propria inazione: basterebbe prendere esempio dalle realtà di Cassinetta di Lugagnano, Cernusco sul Naviglio e Solza, per capire che la strada da intraprendere è un’altra e va nella direzione della tutela dei suoli agricoli e della riqualificazione del patrimonio edilizio esistente”. In pochi giorni il comitato cittadino ha raccolto oltre 200 firme di abitanti di Lacchiarella contrari alla cementificazione, segno che la gente non vuole che si svenda il territorio agricolo. “Dicono che l’intervento porterà nuove entrate nelle casse comunali attraverso gli oneri di urbanizzazione: probabilmente senza accorgersene hanno centrato il problema, ma non basta – conclude Agostino Cullati –. Una politica degna di tale nome dovrebbe assumersi la responsabilità di risolvere i problemi, trovando delle soluzioni adeguate al bene comune. Qui si prende semplicemente atto che cementificando si avranno le entrate degli oneri di urbanizzazione, ma ci si dimentica colpevolmente che così facendo si va contro il principio dello sviluppo sostenibile, che prevede un uso razionale delle risorse naturali affinché anche le generazioni future ne possano disporre per il soddisfacimento dei loro bisogni. Per questo, a Lacchiarella ci troviamo di fronte ad una politica che ha dato in appalto, oltre che la terra, anche la capacità di progettare un domani migliore”.

 

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A Lacchiarella sbrodola una colata di cemento, di Agostino Cullati

Adesso è ufficiale, il Piano Integrato d’Intervento (PII) “La Costa” è stato approvato definitivamente ieri. In Consiglio comunale, la maggioranza di Vivere (Cementificare) Lacchiarella ha votato a favore del progetto che consiste nell’edificazione di un quartiere residenziale tra via Puccini, Zavanasco e Vivaldi. E ci sarebbe quasi da ridere, se fosse solo un brutto sogno di metà novembre che viene giù con la sua pioggia triste. Veniva sì da ridere, ad ascoltare quelle che avrebbero dovuto essere le argomentazioni a favore dell’urbanizzazione dell’ennesimo terreno agricolo a Lacchiarella, grande 45.000 metri quadrati. Tra le balbuzie di un discorso che non partiva mai, i consiglieri di maggioranza avevano l’arduo compito di trovare le parole giuste per motivare quella che in realtà è una vera e propria cementificazione ingiustificata, di cui non c’era alcun bisogno. E così è venuto fuori uno sgangherato canovaccio dell’assurdo: parole in libertà per dire che, attraverso il PII, si riqualificherà (leggasi cementificherà) ciò che non è riqualificabile, semplicemente perché non esiste niente da riqualificare se non del prato. E si viene a scoprire che anche un piccolo parco con due altalene è un luogo in cui ci sono problemi di ordine pubblico e, dunque, da riqualificare con il nuovo quartiere (ragionamento logico, non vi pare?). Poi altre parole sconclusionate, per dire che attraverso gli oneri di urbanizzazione che il Comune incasserà (in cambio della cementificazione del suo territorio agricolo, chiaramente) sarà rivista la viabilità dell’intero paese (ancora?), verranno ingranditi gli spogliatoi del centro sportivo comunale e si avranno anche i soldi per la ristrutturazione del municipio di piazza Risorgimento.

Insomma, il solito vecchio modello della monetizzazione della terra, pratica comune a molte amministrazioni d’Italia e, tra queste anche alla nostra. Il disco rotto e recitato male da consiglieri, assessori e sindaco, ripeteva stancamente la monotona litania dei soldi che mancano al Comune, delle casse che devono essere rimpinguate e degli oneri di urbanizzazione visti come l’unica soluzione possibile. Non importa se a colpi di colate di cemento, ci stiamo mangiando la terra. Non importa se a Lacchiarella ci sono appartamenti rimasti invenduti: bisogna costruire. Questo imperativo categorico, reiterato come un mantra, è l’esatta misura dell’arretratezza di una politica che non sa andare oltre il proprio naso. O meglio, oltre il volto corrucciato del suo sindaco. Sarebbe bastato guardare agli esempi di altre realtà lombarde, come Cassinetta di Lugagnano, Solza e Cernusco sul Naviglio. Tutti comuni dove si è invertita la rotta: stop al cemento ingiustificato, riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. E per ovviare alla perdita delle entrate provenienti dagli oneri di urbanizzazione, una gestione della cosa pubblica basata sulla sobrietà. Cose da fantascienza? No. E’ semplicemente politica. Ma forse, questo è chiedere troppo.

Agostino Cullati

Area ex-Omar, né inceneritori né nuove fabbriche

COMUNICATO STAMPA

Nell’area ex-Omar non vogliamo né inceneritori né nuovi capannoni industriali”. A dichiararlo è Agostino Cullati, referente cittadino dell’Italia dei Valori a Lacchiarella.

Non siamo disposti ad accettare che si costruisca un impianto di incenerimento dei rifiuti, perché si tratta di una tecnologia obsoleta, che inquina l’ambiente e che è dannosa per la salute dei cittadini. La Lombardia, inoltre, come confermato anche da Legambiente, non ha bisogno di nuovi inceneritori, né a Lacchiarella né altrove”.

L’Assessore provinciale Fabio Altitonante ha affermato di recente che quella di costruire un inceneritore nell’area ex-Omar è un’idea di buon senso, perché la società costruttrice dell’impianto si farebbe carico dei costi della bonifica dell’area, dove in passato si stoccavano rifiuti illegalmente.

Siamo stupiti dalla presa di posizione di Altitonante, assessore finora sconosciuto ai più. L’ipotesi di bonificare un terreno compromesso sotto il profilo ambientale attraverso la costruzione di un inceneritore, per giunta in un’area confinante con il Parco Agricolo Sud Milano e vicina al centro abitato di Lacchiarella, è totalmente priva di senso. Invece che esibirsi in esternazioni a metà tra il comico e il tragico, consigliamo all’Assessore Altitonante di andare a ripassare l’abc dei rifiuti: raccolta differenziata porta a porta, impianti di compostaggio e recupero dei materiali, una seria politica di riduzione degli imballaggi a monte”.

Ma non c’è solo il rischio inceneritore, per l’area ex-Omar. Infatti, l’Amministrazione comunale di Lacchiarella sembra sia intenzionata a collocare nell’area nuovi insediamenti produttivi. “Se davvero l’Amministrazione comunale volesse installare nuovi capannoni industriali nell’area ex-Omar – afferma Agostino Cullati – ci troveremmo di fronte ad una scelta politica miope e stupida. Piuttosto che cementificare nuovi terreni verdi, l’Amministrazione comunale pensi a riqualificare quelle aree industriali che insistono sul territorio di Lacchiarella e che appaiono oggi sottoutilizzate. Una politica che non dimentichi di perseguire il bene comune con la velocità con cui si beve il caffè la mattina, si dovrebbe preoccupare innanzitutto di portare a termine la bonifica dell’area e successivamente di valorizzarla assegnandole un carattere di pubblica utilità, coinvolgendo nelle scelte i cittadini”.

 “Per questo – conclude Agostino Cullati – siamo fortemente contrari sia all’ipotesi di un inceneritore, inutile e dannoso, sia alla costruzione di nuove fabbriche che andrebbero a consumare inutilmente il suolo del nostro paese”.

PGT Lacchiarella: l’amministrazione comunale scopra le carte

A distanza di un anno dall’avvio del procedimento per il nuovo Piano di Governo del Territorio, tutto è ancora fermo, nonostante da anni il Comune sa che deve dotarsi al più presto di un nuovo piano urbanistico.

E’ inammissibile e grave che la maggioranza non abbia ancora affrontato apertamente, durante una seduta del Consiglio comunale aperta ai contributi dei cittadini, la questione del Piano di Governo del Territorio. Il Sindaco e la Giunta hanno il dovere di informare gli abitanti su quale sia la loro idea di sviluppo del nostro paese. Ci dicano – afferma Agostino Cullati, referente dell’Italia dei Valori a Lacchiarella – se intendono cambiare le destinazioni d’uso dei terreni agricoli in aree edificabili, per cementificare ulteriormente Lacchiarella.

La Provincia di Milano è tra le aree più urbanizzate d’Europa, e i suoi terreni agricoli vengono quotidianamente trasformati in edificabili, per l’interesse degli speculatori edilizi. Complice della cementificazione è anche la fiscalità locale, regolata dagli oneri di urbanizzazione, che spingono i comuni a monetizzare il proprio territorio, per avere in cambio entrate economiche dai costruttori.

Se è vero che gli oneri di urbanizzazione contribuiscono a ‘fare cassa’, è altrettanto vero che essi sono la garanzia per avere una Lacchiarella dove il cemento continuerà a crescere. L’Italia dei Valori – continua Agostino Cullati -  è contro la cementificazione ingiustificata. E’ ora che la maggioranza scopra le carte pubblicamente, perché non vorremmo trovarci a prendere atto, a giochi fatti, di un PGT ad alto tasso di cemento, amico degli speculatori. Per questo ci permettiamo di dare un consiglio al Sindaco Acerbi: prenda esempio dal Comune di Cassinetta di Lugagnano, che si è dotato di un piano urbanistico a ‘crescita zero’ di cemento, puntando tutto sulla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente”.

Bioreattore: le informazioni sono la base della partecipazione dei cittadini

Da alcune settimane, a Lacchiarella, si sente parlare della costruzione di un bioreattore sul territorio di Giussago, da parte della società Ecodeco. L’impianto, autorizzato dalla Regione, sorgerebbe vicino, in linea d’aria, alle abitazioni del nostro comune. Il Consiglio comunale, compatto, si è espresso, in una seduta dello scorso marzo, negativamente rispetto alla realizzazione del bioreattore. Anche Italia dei Valori non è favorevole alla costruzione dell’impianto, innanzitutto perché non è chiaro a cosa si andrebbe incontro. Ciò che importa, in questa fase, è vederci chiaro.

La chiarezza, finora, non è stata sufficiente. Soprattutto i cittadini di Lacchiarella non sono stati adeguatamente informati riguardo il progetto che Ecodeco vorrebbe realizzare. Ci troviamo di fronte ad una azienda che vuole, giustamente, fare profitto trattando rifiuti e per questo ha deciso di costruire il bioreattore. Interviene la Regione, che autorizza l’impianto. Il Comune di Giussago è favorevole. Il Comune di Lacchiarella è contrario. Qualcosa non torna: mancano i cittadini, le persone che vivono sul territorio. Qualcuno li ha interpellati? A loro arriva tutto a giochi fatti. Le istituzioni non dovrebbero invece cercare di “fare da ponte”, tenendo informate le persone, magari organizzando assemblee pubbliche?

Il bioreattore come funziona? Che tipo di rifiuti (e in che quantità) dovrebbero essere conferiti? Come verranno trattati nell’impianto? Ci sono delle ricadute ambientali e sulla salute dei cittadini? E’ necessario ed economico, per gli abitanti di Lacchiarella, che sorga questo nuovo impianto, oltre a quelli già esistenti al confine tra il nostro comune e Giussago? Il Comune di Lacchiarella ha interpellato, ad esempio, dei tecnici indipendenti, l’Arpa, associazioni ambientaliste, esperti di trattamento rifiuti?

Queste sono alcune domande che ogni cittadino di Lacchiarella, attento all’ambiente e al suo territorio, si pone. Per rispondervi, occorre conoscere. E per conoscere serve avere le informazioni. E’ il primo passo. Necessario. Senza conoscenza, qualsiasi posizione a riguardo non ha peso. Per questo IdV Lacchiarella ha depositato in Comune, ad aprile, una richiesta formale per avere accesso a tutte le informazioni di cui è in possesso l’amministrazione comunale riguardo il progetto del bioreattore e i dati delle ultime analisi sulla salubrità dell’aria a Lacchiarella, effettuate dall’Arpa.

Ora ci aspettiamo che il Comune ci risponda positivamente, fornendoci quanto richiesto. Non appena avremo le informazioni, le renderemo pubbliche attraverso il web, anzitutto. In seguito, stiamo pensando di organizzare un incontro pubblico, all’aperto, sul tema del trattamento virtuoso dei rifiuti, in alternativa all’incenerimento. Quella potrebbe essere l’occasione per spiegare ai cittadini di Lacchiarella cosa comporterebbe la realizzazione del bioreattore. Dovrà essere un evento assolutamente trasversale, non partitico, che cerchi il massimo del coinvolgimento e della partecipazione possibile tra le persone e le varie associazioni presenti sul territorio. I protagonisti dovranno essere i cittadini, la loro partecipazione. Difesa dell’ambiente e tutela della salute, conoscenza che passa da informazioni complete e chiare, rese pubbliche e ben visibili da tutti. La democrazia e il protagonismo civico passano da qui!

GUARDA LA RICHIESTA DI INFORMAZIONI DEPOSITATA IN COMUNE: http://www.scribd.com/doc/30802679/Richiesta-informazioni-bioreattore-e-qualita-dell-aria

Giulio Cavalli a Lacchiarella

 

5330_1197385979837_1384127651_30564225_7390330_nGiulio Cavalli, candidato indipendente alle elezioni regionali in Lombardia con Italia dei Valori, sarà a Lacchiarella.

Giulio è uno scrittore, attore e regista teatrale. Nei suoi spettacoli denuncia la presenza delle mafie nel tessuto economico del Nord Italia. I suoi monologhi ci spingono a reagire, a tornare ad assumerci delle responsabilità.

L’appuntamento è per domenica 14 marzo, alle ore 10.30, presso la Sala Consiliare della Rocca Viscontea. Vi aspettiamo numerosi, passateparola!!

Giulio Cavalli candidato indipendente IdV

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Auguri di buon Natale

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